Leone XIV nomina un vescovo irlandese favorevole all’immigrazione: «Le donne dovrebbero presiedere le liturgie»
È stato ordinato sacerdote nel 1989 per la diocesi di Kilmore e dal 2019 ricopre la carica di vescovo ausiliare di Armagh.
Francesco era «dedito al Vangelo»
Nell’aprile 2025, il vescovo Router ha scritto una commovente dichiarazione in occasione della scomparsa di Francesco. Ha descritto il defunto papa come una guida spirituale e fonte di ispirazione che ha guidato i fedeli per oltre dodici anni con umiltà, compassione e dedizione al Vangelo.
Ha inoltre affermato che Francesco incarnava la semplicità e il servizio sin dai suoi primi giorni come sacerdote e vescovo.
Richiesta di alloggi per gli immigrati in Irlanda
Riguardo agli immigrati [musulmani], in una dichiarazione del gennaio 2020, il vescovo Router ha esortato l’Irlanda, in quanto paese delle «mille accoglienze», a considerare con compassione la propria responsabilità nell’accogliere lo straniero.
Gli irlandesi dovrebbero soddisfare le esigenze abitative degli immigrati, ha esortato.
Elogi per e da parte della fazione sbagliata
Nel gennaio 2025, la vescova episcopale statunitense Marianne Edgar Budde ha attaccato Donald Trump: «Ci sono bambini gay, lesbiche e transgender in famiglie democratiche, repubblicane e indipendenti che temono per la propria vita», ha affermato la Budde.
Trump ha definito quelle parole «molto scortesi» e ha correttamente definito la Budde una «cosiddetta vescova» e una «radicale di sinistra intransigente che odia Trump».
Successivamente, il vescovo Router le è venuto in aiuto in un’omelia tenuta nel febbraio 2025. Egli ha definito le parole della Budde «un sermone schietto e coraggioso»: «La vescova Budde della Chiesa episcopale ha esortato il presidente Trump a mostrare misericordia e compassione verso i più vulnerabili della società – persone che, secondo lei, vivevano nella paura».
Le parole del vescovo Router sono state lodate dalla testata omosessuale NewWaysMinistry.org.
«La relazione finale del Sinodo porta frutti abbondanti»
Nel novembre 2024, il vescovo Router ha predicato in merito alla relazione finale del Sinodo. Egli ha auspicato che «i frutti descritti nella relazione finale siano abbondanti e pieni di speranza per coloro che hanno gli occhi per vedere il quadro più ampio e la cui attenzione non si limita solo ad alcune questioni di interesse personale».
In questa omelia sul Sinodo, ha accolto con favore:
- i consigli pastorali parrocchiali e diocesani obbligatori («...garantire la creazione di consigli pastorali in ogni diocesi e in ogni parrocchia. D’ora in poi tali consigli saranno obbligatori e avranno un ruolo importante e significativo... un ruolo che non potrà essere messo da parte o aggirato.»)
- un maggiore ruolo decisionale per le donne («Sono pieno di speranza che alle donne… venga concessa maggiore voce in capitolo nelle decisioni che vengono prese su tutte le questioni all’interno della Chiesa.»)
- l’esercizio della leadership da parte delle donne nelle celebrazioni liturgiche («il nuovo ministero formale di catechista offrirà a molte donne l’opportunità di assumere un ruolo di leadership nelle parrocchie nell’ambito della formazione alla fede e delle celebrazioni liturgiche.»)
- una Chiesa più inclusiva («l’invito contenuto nel rapporto finale a creare una Chiesa più inclusiva, in cui i giovani, gli emarginati e coloro che professano fedi diverse siano valorizzati e ascoltati.»)
Allo stesso tempo, ha liquidato con tono sprezzante le critiche rivolte al Sinodo. Ha riconosciuto che il Sinodo ha dovuto affrontare critiche, «sia dall’interno della Chiesa che dall’esterno: alcuni hanno respinto le sue conclusioni, temendo il cambiamento o aggrappandosi allo status quo. Tuttavia, tutti siamo incoraggiati a guardare oltre la negatività e a riconoscere i frutti abbondanti del lavoro del Sinodo.»
La sinodalità radicata nella Santissima Trinità
In un’omelia del maggio 2026, monsignor Router ha addirittura divinizzato la sinodalità:
«Una Chiesa sinodale è una Chiesa che cammina insieme, ascolta insieme e discerne insieme. La sinodalità non è semplicemente un metodo di governo o di amministrazione. È radicata nella vita della Trinità stessa. Proprio come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo esistono in comunione, così anche la Chiesa è chiamata a diventare una comunione di ascolto, partecipazione e responsabilità condivisa.»
Traduzione AI